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lunedì 4 gennaio 2021

Recensione Va' dove ti porta il cuore

Consigliato: a chi vuole fare una lettura intimista

Regalalo a una persona a cui vuoi bene 💝

Epistolario d'amore

"Va dove ti porta il cuore" non è solo un bestseller degli anni 90, ma anche una sorgente magica in cui chiunque si bagna può attingere qualcosa. È un libro mutevole che cambia come cambiano le stagioni e si susseguono le età. Il mio primo approccio al testo è stato da bambina, forse alle medie, di cui serbo un ricordo molto vago; letto a 31 anni, con un bagaglio diverso alle spalle, è una lettura nuova dai significati inediti. 

Il libro della Tamaro è un epistolario d'amore che una nonna rivolge alla nipote partita per l'America, un testamento che le lascia e che magari un giorno potrà tornarle utile. Raccontando la sua storia, i suoi fallimenti, i suoi amori, i suoi dolori si passa dalla sfera del particolare all'universale perché in fondo ognuno di noi nella propria vita sperimenta situazioni analoghe, amori, speranze, delusioni e sopratutto il non detto... Ed è proprio sui "non detti" che scaturiscono i nodi cruciali e conflittuali che legano le diverse generazioni femminili presenti nel libro. La Tamaro inserisce all'interno del testo delicatissimi riferimenti al Piccolo Principe di Saint-Exupery che ho molto apprezzato: “avevi dieci anni e da poco avevi letto Il piccolo principe. Te lo avevo regalato come premio per la tua promozione [...] una mattina mentre facevamo colazione hai detto «Voglio una rosa». Davanti alla mia obiezione che ne avevamo già tante hai risposto: «Ne voglio una che sia mia soltanto, voglio curarla, farla diventare grande». [... ] Stamattina, quando sono passata accanto alla rosa ha detto: «Prendi della carta e scrivile una lettera».

È una lettura scorrevole, che si legge d'un fiato, breve, ma intensa. Mi sento di consigliarla magari durante un viaggio in treno, vi terrà in compagnia scaldandovi il cuore e arriverete a destinazione con un bagaglio in più che non pesa.

Mi piacerebbe nel prossimo post parlarvi, sulla base del libro letto, dei “non detti” che spesso volte ci attanagliano il cuore senza permetterci di respirare. Vi va?

Un post condiviso da Book influencer 📚 (@dovenonpuoiamarenonsoffermarti)

sabato 2 gennaio 2021

Recensione fiabe e storie di Andersen

Consigliato: a chi vuole scaldarsi durante le fredde giornate di gennaio

Un regalo per i lettori di tutte l'età, da 0 a 100 anni 💝

Fiabe

 

 (In sconto a questo link 👆troverete la versione integrale con tutte le storie e fiabe di Andersen, io ho un'edizione ridotta)

In queste vacanze natalizie mi sono fatta scaldare dalle fiabe di Hans Christian Anderson. L'autore danese riesce a dar vita, attraverso la fantasia, ad oggetti inanimati come: l'ago da rammendo, la pastorella e lo spazzacamino di porcella. Nei suoi racconti non c'è sempre il lieto fine e le qualità delle principesse, che di norma sono belle, buone ed intelligenti, non corrispondono agli ideali che immaginiamo, questo lo si può capire bene leggendo la fiaba “il guardiano dei porci”. Nel racconto“è proprio vero!”, le cui protagoniste sono delle galline, viene sottolineato come sia pericolosa una notizia che vola di becco in becco e di come il pettegolezzo troppo spesso storpi la realtà, un tema tremendamente attuale basta pensare alle fake news.

In modo particolare, tra le storie lette, vi sottolineo Mignolina il tenace soldatino di stagno. Quest'ultima è stata pubblicata nel 1938, il protagonista è un soldatino senza una gamba che si innamora perdutamente di una fanciulla di carta la quale"aveva le braccia alzate perché era una ballerina, e teneva una gamba sollevata in aria, tanto in alto che il soldatino di stagno non riuscendo a vederla, pensò che anche lei avesse una gamba sola, come lui». Qui, come in ogni fiaba di Anderson, più che la bellezza fisica viene sottolineato il valore morale e il coraggio del protagonista. La mancanza di un arto nulla toglie alla fierezza e al coraggio del soldatino, sempre sull'attenti e dal grande cuore nobile; non si fa scalfire dall'antagonista, un piccolo troll nero, né dal grosso topo che nelle fogne lo rincorre chiedendogli il passaporto. L'amore platonico, delicato e incompiuto, che unisce il soldatino e la ballerina ne fa una storia dolce amara, sempre attuale ed eterna. 

Mignolina è una fiaba alla quale sono molto legata per via del cartone animato, prodotto nel 1994 dalla Warner Bros. Per la protagonista avrei auspicato un finale diverso, però voglio sottolinearvi il passaggio che mi è piaciuto di più. Mignolina, durante il suo percorso rocambolesco, incontra un maggiolino che la rapisce trovandola molto graziosa. L'insetto cambierà idea a fronte del giudizio degli altri maggiolini: “sembrava graziosa anche al maggiolino che l'aveva portata con sé sull'albero, ma dato che tutti gli altri dichiaravano che era brutta, alla fine ne fù convinto anche lui, e non volle più saperne...". Credo che questo possa essere un buono spunto per i genitori o gli educatori che vogliono leggere questa fiaba ai propri bambini, sottolineando l'importanza delle proprie idee, anche se controcorrente. 

giovedì 31 dicembre 2020

Recensione “La storia infinita” di Michael Ende

Consigliato: a chi vuole evadere superando i confini di Fantasia

Regalalo ad un appassionato del mondo fantasy 💝

Genere fantasy

 

(In sconto a questo link 👆, questa è la versione con la copertina rigida che mi sento di consigliarvi, eventualmente trovate anche con la copertina flessibile 👉 https://amzn.to/3aUuEXA)

Qualche giorno fa ho letto una citazione di Graham Joyce che mi ha colpito moltissimo; “ho usato i libri come alcune persone usano l'alcool, per cancellare il rumore del mondo esterno”. Ed è questa la magia che ha computo questo romanzo durante le mie festività, mi ha trasportato in un mondo ovattato dove ho volato sulle ali del drago della fortuna insieme ad Atreiu, mi sono fatta catturare dal fascino dell'Infante imperatrice e ho tifato per il protagonista dal primo istante. 

Questa è la storia di Bastiano Baldassarre Balducci che orfano di madre rimane con un padre poco attento e presente. Un giorno, in fuga dai compagni che lo bullizzano, entra i una libreria fa la conoscenza di uno strano libraio che sfoglia un libro rosso color rubino, sulla copertina ci sono due serpenti che si mordono la coda e il titolo è “La storia infinita”. Quando l'uomo si allontana Bastiano ruba il libro e li ha inizio la storia nella storia.

Non categorizzerei il romanzo di Ende come libro per ragazzi , credo che leggendolo da adulti si possono percepire delle sfumature che durante l'infanzia è più difficile cogliere. È un libro che parla del pericolo del nulla e della mancanza di immaginazione, ma non solo. Ende sottolinea l'importanza di realizzare la propria vera volontà desiderando, ma i desideri non sono sempre quelli giusti ma in fondo lo sono se ci portano a destinazione. Viene sottolineata l'importanza dell'identità e dell'accettazione di se stessi come si è, del fondamentale ruolo della fantasia ma di come questa possa diventare pericolosa se ne si abusa recando alla follia.  

Questo testo è davvero magico, è lui che ha trovato me non io lui. Dovete sapere che nell'associazione nella quale collaboro portano ogni genere di cosa e un anno fa qualcuno ha “abbandonato” dei libri, tra i quali questo, era il giorno prima che compissi trentanni. Era perfetto, nuovo, con una copertina trasparente affinché non si rovinasse, nell'edizione rigida e a colori. Aperto il libro trovo una dedica del 31 dicembre, non è un caso che ve ne parli proprio oggi, del 1985 “Alla mia storia infinita”. Oltre la storia di Ende, di Bastiano Baldassare Balducci, ho vissuto quella della persona che l'ha regalato e quella di colei che l'ha ricevuto vedendo le frasi che a matita leggera ha sottolineato. Io credo nella magia, e voi?


giovedì 3 dicembre 2020

Recensione “L'ora di lezione, per un'erotica dell'insegnamento”, di Massimo Recalcati

Consigliato agli amanti del mondo della scuola

Un regalo per gli insegnanti, gli educatori o chi vuole avvicinarsi ad una professione similare 💝

Saggio in chiave filosofica e psicoanalitica

 

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“Non è questo il movimento essenziale che caratterizza il lavoro di ogni insegnante degno di questo nome? Aprire i vuoti nelle teste, aprire buchi nel discorso già costituito, fare spazio, aprire le finestre, le porte gli occhi, le orecchie, il corpo, aprire mondi, aprire aperture impensate prima”.
Questo saggio di Recalcati tratta l'argomento scuola attraverso un impianto filosofico e psicoanalitico, citando Freud, Lacan, Socrate e molti altri pensatori fondamentali. Fa un excursus dell'istituzione scolastica analizzandola attraverso tre principali complessi: quello di Edipo in cui la figura dell'insegnante è quella del padre, una scuola tradizionale e punitiva che vede lo studente come un contenitore da riempire con nozioni preconfezionate; il complesso di Narciso, quello attuale, dove c'è una confusione di ruoli tra genitori, insegnanti e ragazzi che porta una crisi d'identità nel discente; il complesso di Telemaco dove al primo posto ci deve essere da parte della scuola l'esigenza di accendere il desiderio di ricerca da parte del ragazzo. Recalcati per l'intero libro insiste sul concetto di vuoto come occasione e motivo di ricerca, è in questo vuoto che risiede il desiderio e l'eros dell'apprendimento. 
Vi sottolineo in modo particolare l'ultimo capitolo che si stacca completamento dallo stile delle pagine precedenti diventando più poetico e romanzesco. Qui abbiamo l'incontro tra l'autore adolescente e la giovane professoressa di lettere Giulia che cambierà per sempre le sorti dello scrittore.


martedì 17 novembre 2020

Recensione "Io prima di te" di Jojo Moyes

Consigliato a coloro che vogliono avvicinarsi al tema della disabilità

Un regalo per i romantici che non hanno paura di imbattersi in emozioni forti 💝

Romanzo rosa

 

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Questa è è la storia di Louisa Clarck e di come la sua vita cambia dopo l'incontro con Will. Prima di lui era una ragazza confusa, senza nessuna consapevolezza di se stessa e delle proprie potenzialità, a cui era attaccata un'immagine che non era la propria ma quella che gli altri le affibiavano: i genitori, la sorella, il fidanzato maratoneta. 

Ogni storia d'amore che ci attraversa non ci lascia come ci ha trovate, ma questa per Louisa fa qualcosa in più. La missione di Clark è salvare Will e quella di Will e far vivere davvero Clark da sempre confinata nella sua piccola stanza e nel giudizio che gli altri le hanno appiccicato addosso. Chi salverà chi?

È un libro che per coloro che non vivono certi drammi rappresenta la possibilità di conoscere una realtà di cui si parla troppo poco. Qui la disabilità non è un concetto, ma ha il volto di Will: un uomo con il mondo in mano prima che un incidente stradale lo relegasse ad una sedia a rotelle. Sarcastico, affascinante, snervante, caparbio, Will in ogni pagina del libro riafferma il suo diritto di scelta, l'unica cosa che gli è rimasta dipendendo in tutto e per tutto dagli altri. È un libro che parla d'amore, di affermazione, di diritti, di scelte, è un percorso arduo e tormentato in cui ridiamo, piangiamo e cresciamo con i personaggi mettendoci nei panni dell'uno e dell'altro. Una scrittura semplice e colloquiale che tocca il cuore di tutti, anche i più duri.

giovedì 12 novembre 2020

Recensione “Nahui Olin”, di Pino Cacucci

Consigliato a chi vuole immergersi in una vivace Città del Messico attraverso gli occhi di una donna controversa

Un regalo per chi vuole fare un viaggio in Messico negli anni 30 rimanendo comodamente seduto in poltrona 💝

Romanzo 

 

(Link Amazon 👆)

"Ecco, è così che ti chiamerò [...] Nahui Olín. Il moto perpetuo. L'energia che irradia luce, riacquista vita, la diffonde intorno a sé"

Carmen Mondragon, ribattezzata Nahui Olin, è una donna audace, tormentata, che fa del suo corpo un'arma, una provocazione, l'opera d'arte per eccellenza. Il suo erotismo divampa fin dalla tenera età; è una lolita priva di innocenza, da sempre consapevole del suo ascendente nei confronti del sesso maschile. Esprime la sua forza e la sua sofferenza attraverso il foglio bianco e l'inchiostro, le tempere e i pennelli, attraverso gli amplessi sfrenati dove rimane incastrata per anni nella dinamica vittima/carnefice alternando i ruoli sapientemente. La sua essenza diventa bellezza, arte, icona e al suo tramonto un cliché; Frida in una lettera ad Alessandro Gomez scriverà con estrema amarezza: "Non dimenticherò mai che tu, che ho amato quanto me stessa e forse di più, mi hai considerata come una Nahui Olín o addirittura peggio".
Una lettura che mi è piaciuta moltissimo, che mi ha trasportato in una vivace Città Del Messico nel pieno del fermento culturale e artistico, con una Nahui ardente e viva fino al suo ultimo giorno e malgré tout.


lunedì 19 ottobre 2020

Recensione “La meccanica del cuore” di Mathias Malzieu

Consigliato ai malinconici dal cuore delicato

Un regalo per gli appassionati di Tim Burton 💝

Fiaba dark, burtiana, surreale

 

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La meccanica del cuore è un romanzo francese del cantante, scrittore e musicista Mathias Malzieu. L'ambientazione è tipicamente Burtiana e leggendolo è inevitabile, per gli appassionati, pensare al circo di Big Fish quando Jack incontra Miss Acacia o al film d'animazione La sposa cadavere laddove il protagonista beve le sue lacrime o sosta in un cimitero per ristorarsi. Anche “la casa degli ultimi” di Madelaine mi ha fatto pensare a Miss Peregrine-La casa dei ragazzi speciali, ma partiamo dall'inizio.

Il 16 aprile del 1874 nevicava su Edimburgo. Un freddo cane, fuori dal normale, inchioda la città. I vecchi commentano che potrebbe essere il giorno più freddo del mondo” ed è in questo frangente che nasce Jack. La madre, una giovane prostituta che “sembra una bambina che gioca a fare la donna incinta”, si reca nella vecchia casa in bilico sulla cima della collina più elevata della città dove vive Madaleine: una strana levatrice che molti definiscono strega. Jack, che verrà abbandonato dalla madre subito dopo il parto, nasce con il cuore ghiacciato che la vecchia strega sostituirà con un orologio a cucù.

Madaleine è a mio avviso una delle figure più interessanti dell'intero romanzo, aggiusta e ripara ciò che gli altri hanno rotto o abbandonato, non solo Jack ma anche Arthur, Anna, Luna e gli altri. Arthur è un ex ufficiale di polizia, divorziato dalla moglie, reietto della società che va in giro con le uova: “perché sono piene di ricordi... Mia moglie le cucinava divinamente. Quando me le faccio, mi sembra ancora di stare insieme a lei.”. Le due prostitute, Anna e Luna a cui ad una manca un occhio che Madaleine sostituisce con una biglia di vetro e all'altra una gamba rimpiazzata da una protesi di mogano, diventano la famiglia acquisita di Jack insieme a Madaleine, Arthur e il criceto domestico Connilingus. In realtà Madaleine, che vuole riempire e mettere riparo a tutto, è ella stessa rotta e se leggerete il libro scoprirete il perché.

Questo romanzo spesso viene categorizzato come romantico eppure non parla solo d'amore, ma di vita in cui all'intero l'amore è ovviamente compreso ma anche la depressione, l'abbandono, il bullismo, il diniego di sé e di come sia doloroso il processo di crescita e di accettazione. Il tutto si trova all'interno di una cornice surreale, noir, malinconica e romantica che come in un vertice ti trascina in centoquarantacinque pagine che si leggono tutte d'un fiato.

Il fulcro della narrazione è l'orologio/cuore di Jack che Madaleine vuole mettere sotto teca in modo particolare quando il ragazzo si innamora della piccola cantante; la paura della donna è che il giovane non regga all'urto dell'amore e delle sue conseguenze. Ma quando si vuole difendere qualcuno ad ogni costo non gli si sta già negando un po' di vita? Miss Acacia sarà il motore dell'azione che spingerà Jack a mandare in frantumi la teca di vetro costruita da Madaleine decidendo di vivere anche a costo di morire, anche a costo di rompere gli ingranaggi del suo cuore.